ARTE E SCIENZA: CONNUBIO POSSIBILE?

Il mondo in cui viviamo non è più dominato dall’atomo, ovvero la materia, ma dal bit, dall’informazione. Ecco su quale teoria si basa il libro "Essere digitali" di Nicholas Negroponte, volto ad introdurre il lettore nell’universo plasmato dalle nuove tecnologie.
Nell’ultimo capitolo dell’opera l’autore si sofferma in particolar modo sulla convivenza di scienza e arte, sul rapporto tra l’emisfero destro del cervello e quello sinistro, sulla loro eventuale unione resa possibile dal computer. Infatti, prima dell’avvento di quest’ ultimo, arte e scienza rappresentavano due mondi paralleli destinati ad allontanarsi sempre più, ma ora "la linea di demarcazione tra piacere e dovere diventerà sempre più sfumata. Grazie ad un denominatore comune: la natura digitale".
In seguito l’autore si sofferma sui vari tipi di arte e su come questi si rapportino alla scienza; sicuramente una delle arti che hanno contribuito di più alla crescita dell’informatica, e che troviamo più vicina al digitale, è la musica, in grado di appassionare grandi e piccoli e di unire perfettamente i due "emisferi". L’arte intesa in senso stretto, invece, non riesce a trovare un buon punto d’incontro con l’elettronica, perché quest’ultima viene intesa come qualcosa che "rovina" l’arte, che la priva di quell’atmosfera e di quella magia che la contraddistinguono. Ma, al contrario, secondo Negroponte, il digitale può essere un’ottima occasione per l’opera d’arte per essere studiata, contemplata ma anche modificata: Internet infatti può diventare "la più grande galleria del mondo".

